Addio ai fuochi da tavolo

Dal 1° aprile sono entrate in vigore nuove disposizioni che disciplinano l’uso di articoli pirotecnici negli spazi pubblici chiusi.

Dal 1° aprile non è più consentito sorprendere gli ospiti con scintille e fuochi da tavolo negli spazi pubblici chiusi. (Pexels)

Che si tratti di falò, candele, torce scintillanti o fiammiferi bengalesi, il fuoco continua ad affascinare persone di tutte le età e, soprattutto durante eventi e celebrazioni, viene spesso impiegato come elemento scenografico. Non è vietato in assoluto, ma da poco è soggetto a regole più rigorose.

Nello specifico, dal 1° aprile è vietato utilizzare fuochi d’artificio di categoria F1 nei locali pubblici. In concreto: niente più scintille, fontane o bombe da tavolo in ristoranti, bar, hotel, club, sale eventi o tendoni. Si tratta di prodotti spesso considerati innocui, ma che in ambienti chiusi e affollati possono provocare incendi o sviluppi pericolosi di fumo. Il rischio aumenta soprattutto in presenza di materiali facilmente infiammabili, decorazioni o spazi particolarmente ristretti. Il divieto si inserisce in una regola più generale: i fuochi d’artificio non devono essere utilizzati al chiuso. Le categorie F2 e F3 comprendono razzi, vulcani e batterie pirotecniche, mentre la categoria F4 è riservata esclusivamente a personale autorizzato.

Restano consentiti oggetti a basso rischio come candele o fornellini per fondue, ma anche in questi casi è richiesta attenzione: devono essere stabili, posizionati su superfici sicure e mai lasciati incustoditi. L’uso privato di articoli F1 rimane permesso.


Evitare fiamme libere, usare materiali non combustibili e mantenere libere le vie di fuga: le tre regole base della prevenzione incendi.

bfb-cipi.ch


In ogni caso valgono sempre le stesse regole: rispettare le istruzioni del produttore, mantenere le distanze di sicurezza ed evitare qualsiasi utilizzo in condizioni non controllate.

Vie di fuga: niente ostacoli

Per chi gestisce un locale, la sicurezza non si limita al divieto di fuochi d’artificio. Le vie di fuga sono uno degli elementi più importanti. Il numero di uscite, la loro larghezza e la segnaletica dipendono dalla capienza autorizzata del locale. Ad esempio, con 50 persone sono richieste almeno due uscite adeguate, con porte larghe almeno 90 centrimetri, in modo da permettere un’evacuazione rapida.

Le vie di fuga devono essere sempre libere, accessibili e chiaramente riconoscibili. Non devono essere utilizzate come deposito temporaneo, nemmeno per brevi periodi. Sedie, casse, decorazioni o altri oggetti possono ostacolare l’uscita e diventare un rischio concreto in caso di emergenza. Le porte lungo le vie di fuga devono potersi aprire in ogni momento senza l’uso di chiavi o strumenti e nel senso dell’esodo.

Anche la segnaletica è obbligatoria: deve essere visibile, illuminata e posizionata correttamente. I cartelli devono rispettare standard precisi (simboli bianchi su fondo verde) e avere dimensioni minime di 150 × 300 mm, così da essere riconoscibili anche da lontano.

Prevenzione nella pratica

Oltre alle regole formali, la sicurezza dipende molto dall’organizzazione interna. Il personale dovrebbe sapere dove si trovano le uscite, come comportarsi in caso di incendio e come intervenire nei primi momenti. È obbligatorio istruire e formare il personale, prevedendo una sequenza chiara di intervento: allertare i soccorsi (118), mettere in salvo le persone e solo dopo tentare di spegnere l’incendio, se possibile senza rischi.

Estintori e mezzi di spegnimento devono essere sempre accessibili; nelle cucine servono dispositivi specifici per incendi di grassi, come estintori dedicati o coperte antifiamma.

Anche la disposizione degli arredi ha un ruolo importante: spazi troppo stretti o percorsi poco chiari possono rallentare l’evacuazione. Lo stesso vale per l’uso di materiali decorativi: devono essere difficilmente infiammabili, soprattutto in zone frequentate dal pubblico.

(rif/seb)


Buono a sapersi

Ulteriori informazioni dettagliate sulle norme svizzere di protezione antincendio e indicazioni pratiche sono consultabili presso l’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio AICAA e presso il Centro d'informazione per la prevenzione degli incendi CIPI.