Mike Rudolph è entrato nel mondo del vino dopo un cambio di carriera, rilevando la Tenuta San Giorgio di Cassina d’Agno. Oggi può vantare ben venticinque vendemmie.

Jonas Huber (figlio di Daniel Huber) e Mike Rudolph sono membri dell’associazione Mémoire des Vins Suisses. (PGC)
Sulla Contrada San Marco il traffico dei pendolari scorre incessantemente, in direzione di Agno o di Ponte Tresa. Pochi metri più in alto, però, il tempo sembra rallentare. Dietro il cancello della Tenuta San Giorgio regnano la quiete e l’armonia: un grande prato ombreggiato dagli alberi, filari di vite impreziositi dalle rose e una vista spettacolare sul lago. Eppure, anche il paradiso richiede impegno. «Ogni vite reagisce in modo diverso ai capricci della natura», racconta Mike Rudolph. «Per questo il lavoro in vigneto non si ferma mai.» La cura meticolosa del vigneto e un approccio rispettoso dell’ambiente permettono di ottenere uve di altissima qualità, riducendo al minimo gli interventi in cantina durante la vinificazione. «Il nostro obiettivo è produrre vini autentici, capaci di esprimere il carattere del territorio da cui provengono.» Venticinque anni fa, due figure emblematiche della moderna viticoltura ticinese, Christian Zündel e Daniel Huber, hanno accompagnato Rudolph nei suoi primi passi, diventando per lui preziosi mentori.
La storia della Tenuta San Giorgio inizia nel 1940, quando la zurighese Emma Rudolph-Schwarzenbach acquistò la proprietà di Cassina d’Agno. In seguito, sua figlia Magdalena Hutton-Rudolph vi realizzò un giardino in cui trovò spazio anche la coltivazione della vite. La proprietà passò poi al nipote Urs Rudolph, allevatore di bovini in Canada e successivamente titolare di un’agenzia di pubbliche relazioni a Zurigo. Trasferitosi in Ticino nel 1989, ampliò i vigneti e iniziò a conferire le uve a Daniel Huber di Monteggio. Da questa collaborazione nacque il cru «Tenuta San Giorgio». L’eccellente qualità di quel vino convinse Mike Rudolph, il figlio più giovane di Urs, a lasciare la professione di consulente aziendale per dedicarsi interamente alla viticoltura. Nel 2001 lavorò presso Daniel Huber e, parallelamente, iniziò a costruire la propria cantina.
Oggi la Tenuta San Giorgio si estende su 4,5 ettari di vigneti tra Cassina e il Malcantone. Accanto a Chardonnay, Sauvignon Blanc e Albariño, il cuore della produzione è rappresentato dai grandi vini rossi, espressione autentica del territorio e della filosofia della cantina. Il Sottoroccia, assemblaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, si distingue per freschezza e vivacità. Crescendo, Merlot in purezza, unisce struttura e profondità senza eccessi. L’Arco Tondo, invece, vede il Merlot protagonista, accompagnato da Cabernet e da una piccola percentuale di Petit Verdot. Dopo diciotto mesi di affinamento in barrique, il vino si esprime con straordinaria finezza ed eleganza. È proprio grazie all’Arco Tondo che Mike Rudolph è entrato a far parte della prestigiosa associazione Mémoire des Vins Suisses, che riunisce alcuni tra i migliori vini svizzeri destinati alla maturazione. Promuovere e trasmettere la cultura del vino richiede passione e dedizione. Ma poterlo fare in un luogo così suggestivo come la Tenuta San Giorgio rende questo impegno ancora più speciale. Non a caso, Rudolph ha investito negli ultimi anni nelle infrastrutture destinate agli eventi e ha ricavato, in un rustico sopra la cantina, un ampio appartamento per le vacanze, dove gli ospiti possono vivere da vicino l’atmosfera unica di questo piccolo angolo di paradiso.
(gab/seb)