«Un confettiere è un vero artista»

Con il «Mérite Culinaire 2026», il maestro confettiere ticinese Paolo Loraschi vede premiati il suo percorso professionale e il suo costante impegno per la confetteria svizzera.

Nonostante il traguardo, Paolo Loraschi continua a voler superare sé stesso. (PGC)

Paolo Loraschi, cosa significa per lei ricevere il «Mérite Culinaire 2026»?

Questo premio per me è la conferma di aver intrapreso la strada giusta. È uno stimolo a continuare a lavorare con passione, umiltà e senso di responsabilità. Considero questo riconoscimento il risultato di un impegno condiviso con la mia famiglia, i miei collaboratori e tutto il team che ogni giorno contribuisce al raggiungimento di elevati standard di qualità. Per questo motivo lo vivo non solo come un successo personale, ma come un premio che appartiene a tutti coloro che mi hanno sostenuto e accompagnato nel mio percorso professionale.

Quale aspetto del mestiere viene spesso sottovalutato?

Spesso si pensa soprattutto all’aspetto creativo e all’estetica dei prodotti. In realtà la confetteria richiede molto di più: precisione, tecnica, disciplina e passione. Dietro ogni creazione vi sono competenze solide, anni di esperienza e un costante lavoro di perfezionamento. Mi piace dire che il nostro compito consiste nel trasformare ingredienti semplici in emozioni. Da farina, burro, zucchero e cioccolato nascono ricordi, momenti di condivisione ed esperienze che restano nella memoria delle persone. È proprio questa capacità di unire competenza tecnica e sensibilità artistica a rendere il nostro mestiere così speciale.

E quanto conta la realizzazione personale?

Conta moltissimo. Ogni professionista dovrebbe sviluppare una propria identità e un proprio stile. Oggi sono proprio la personalità e la visione individuale a fare la differenza. È importante non perdere mai il piacere di creare e avere il coraggio di inseguire i propri sogni. Ma bisogna anche ricordare che un sogno, senza impegno e determinazione, rimane soltanto un’idea.

Cosa significa oggi eccellenza nel suo mestiere?

Per me eccellenza significa riuscire a combinare in modo armonioso tecnica, qualità, creatività ed emozione. Non basta realizzare un prodotto perfetto dal punto di vista estetico o tecnico; bisogna creare qualcosa che lasci un segno e che sappia emozionare. L’eccellenza si esprime anche nella costanza: mantenere ogni giorno standard elevati, curare ogni dettaglio, rispettare le materie prime e valorizzare il lavoro artigianale. Significa inoltre continuare a evolversi, rimanere curiosi e aperti all’innovazione senza perdere la propria identità.


«Un sogno senza impegno resta soltanto un’idea.»


Quale insegnamento desidera trasmettere alla prossima generazione di confettieri?

Mi auguro che i giovani comprendano e preservino il valore dell’artigianato e della qualità. Dietro ogni creazione non vi sono soltanto tecnica e competenza, ma anche sensibilità, emozione e il desiderio di regalare alle persone un momento speciale. Vorrei inoltre che imparassero a distinguere tra dedizione e rinuncia. La dedizione significa accettare sacrifici e difficoltà per crescere e migliorarsi. La rinuncia, invece, significa scegliere consapevolmente ciò che conta davvero. A chi ha un sogno dico di proteggerlo e di lavorare ogni giorno per realizzarlo, con la stessa convinzione di chi lo vede già diventato realtà.

(ade/seb)


*Con il Mérite Culinaire, l’Académie Culinaire Suisse premia personalità che lasciano un segno nella gastronomia svizzera e contribuiscono a valorizzare la cultura culinaria del Paese.


Sulla persona

Paolo Loraschi è responsabile della produzione, Maître Créateur e vicedirettore della Confiserie Al Porto di Tenero. Attivo nella formazione professionale e coach ai World Skills, contribuisce da anni alla promozione della confetteria svizzera.

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